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Sinora la memoria del Novecento è stata soprattutto memoria del male, memoria di un secolo tra i più violenti nella storia dell'umanità. Non si possono dimenticare però quegli uomini e quelle donne che al male hanno resistito, che hanno trovato la forza di dire “no, questo non lo posso fare”. Giusti: così sono stati definiti dagli ebrei scampati alla Shoah quei gentili che, pur non essendo ebrei, hanno messo a repentaglio la vita propria e dei loro cari per un gesto di solidarietà. A Yad Vashem, Gerusalemme, è stato loro dedicato un curioso museo, il Giardino dei Giusti. Con un'analogia non scontata, sono poi chiamati Giusti anche tutti coloro che hanno combattuto il male diffuso dalle ideologie assassine e i terribili genocidi che da esse sono scaturiti, dall'Armenia alla ex-Jugoslavia, dai Gulag sovietici al Rwanda. All'inizio del terzo millennio, la memoria dei Giusti si impone. Abbiamo ancora bisogno di credere nell'essere umano, per poter affrontare il futuro con la speranza di riconoscere e combattere il male nelle nuove e seducenti forme in cui si manifesta. In questo volume studiosi di diversa estrazione si misurano con la memoria del bene e testimoni diretti o indiretti ricordano figure significative di Giusti. Gli educatori possono inoltre confrontarsi con l'esperienza didattica e di ricerca sperimentata dai giovani delle scuole superiori di Bologna, che qui viene presentata nella sua metodologia e nei risultati raggiunti. Nella prima parte “I Giusti: memoria di speranza” gli interventi di Gabriele Nissim, Moshe Bejski, Sante Maletta, Liliana Picciotto e Matteo Luigi Napolitano sono un contributo alla comprensione delle implicazioni morali, filosofiche e storiche della problematica dei Giusti. Il saggio di Moshe Bejski è stato concesso dal Comitato mondiale dei Giusti. Nella seconda “La memoria dei Giusti nella scuola” viene descritto nei suoi contenuti, nella metodologia e nei risultati un progetto didattico realizzato al Liceo scientifico “E. Fermi” di Bologna, condotto dalla prof.ssa Antonia Grasselli. La parte terza “Il dibattito oggi sulla memoria dei Giusti in Italia ” contiene gli articoli pubblicati su Avvenire dal settembre 2005 al gennaio 2006, importanti per gli elementi di riferimento al contesto italiano che essi offrono. Gli autori Antonia Grasselli dal 1991 svolge attività di insegnamento presso il Liceo Scientifico statale “E.Fermi” di Bologna. Fa parte della redazione della rivista “Lineatempo. Itinerari di ricerca storica e letteraria”. Collabora con l’Ufficio Scolastico Regionale per Emilia Romagna per le attività inerenti all’educazione alla Shoah. Coordina un progetto regionale di rete di scuole “Storia e Memoria. La partecipazione della società civile agli eventi della seconda guerra mondiale”. Sante Maletta, dopo la laurea in Filosofia conseguita presso l'Università degli Studi di Milano, dove ha studiato in particolare il pensiero tedesco contemporaneo, si è occupato di filosofia americana, grazie anche a un lungo soggiorno di perfezionamento presso la “New School for Social Research” di New York. Nel 1999 ha completato presso l'Università degli Studi “Tor Vergata” di Roma una ricerca sulla filosofia morale post-analitica e la rilevanza etica della letteratura, conseguendo il titolo di Dottore di ricerca in filosofia. Dal 2002 è ricercatore di Filosofia Teoretica presso l'Università degli Studi della Calabria. Tra le sue principali pubblicazioni ricordiamo Hannah Arendt e Martin Heidegger. L'esistenza in giudizio (2001) e Il legame segreto. La libertà in Hannah Arendt (2005). Come acquistare il libro E' possibile acquistare il testo (prezzo di copertina 17 euro) in libreria oppure on line sul sito Cusl.it.
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