L'ISTRUTTORIA (PETER WEISS)

Scuola Media “E. Panzacchi” - Ozzano dell'Emilia  (Bologna)  - Prof.

Atto di denuncia contro i crimini nazisti, l'Istruttoria FU scritta da Peter Weiss dopo aver assistito
allo storico processo che si svolse a Francoforte dal 1963 al 1965 contro un gruppo di SS e di funzionari del lager di Auschwitz. Le 183 giornate del processo in cui furono ascoltati 409 testimoni, 248 dei quali scelti tra i 1500 sopravvissuti, rappresentarono il primo tentativo da parte della Repubblica Federale Tedesca di far fronte alla questione delle responsabilità individuali, dirette, imputabili ad esecutori di ogni grado attivi nei recinti del lager di Auschwitz.
Un giudice, un difensore, un procuratore, diciotto accusati e nove testimoni anonimi sono i personaggi di quest'opera in undici canti che, come un Inferno laico e contemporaneo, trascende la rappresentazione del processo e acquista la liricità di una tragedia greca. Una sorta di viaggio agli inferi, non solo nel tempo ma anche nello spazio, in cui i personaggi, bloccati tra forma e vita, tentano con l'azione di dipingere "l'istante eterno" della storia e del ricordo.

Ecco cosa scrisse Peter Weiss del proprio lavoro:
"Era necessario trovare una forma che non ricordasse i processi in modo naturalista. Non si trattava di rappresentare i dibattiti di un processo, ma era necessario che l'opera potesse per livelloe genere essere paragonata a una tragedia antica. Per ordinare la materia drammatica, per
stilizzarla e concentrarla, ho utilizzato i canti che si sviluppano in modo logico e si susseguono in
una rigorosa composizione. Accusati e testimoni sono concepiti come "coro", le voci isolate sono come corifei di un dramma antico. Mi sono voluto allontanare dal realismo puro. Questa struttura in canti corrisponde anche a quella della Divina Commedia, ma non è necessario saperlo
”.


Articolazione del percorso di lavoro
Guidati dal giovane regista e attore Dario Criserà, i ragazzi hanno letto i testi: hanno sentito la tragicità delle parole, hanno compreso l’orrore che le testimonianze delle vittime descrivono, hanno
colto lo stesso orrore nelle parole che riferiscono gli imputati, ai giudici che li interrogano: gli imputati, le SS e i funzionari del lager di Auschwitz, come molti altri imputati per gli stessi crimini, si difendono e si difesero dichiarando che ubbidivano a ordini che semplicemente eseguivano, cercano e cercarono di dare una immagine di normalità alla tragedia nella quale furono i persecutori, responsabili insieme ai decisori politici.
I nostri ragazzi, insieme al regista, hanno pensato di ricorrere ad un contrasto stridente e provocatorio: perché non dire quelle parole di dolore e di orrore, perché non riferire quelle testimonianze che rappresentano il peggiore degli inferni come se fossero le parole, i racconti normali, le storie che trattano della banalità del male. Il male totale e assoluto detto come se fosse la vita quotidiana e se lo dicono i ragazzi può essere detto durante un gioco o sorridendo come quando si scherza. I bambini e ragazzi sono innocenti e non conoscono il senso dell’orrore descritto in quelle testimonianze: ci sono parole che non hanno senso per chi è bambino, ragazzo innocente se non ha vissuto la tragedia che è riferita nell’Istruttoria e che è la tragedia della Shoah.

I ragazzi hanno voluto creare un contrasto terribile: guardate voi adulti come gli esseri umani sono stati capaci di vivere una vita quotidiana normale, di dormire, alzarsi, mangiare, amare, lavorare, parlare, vivere, mentre a fianco erano stati organizzati e costruiti l’inferno, l’orrore, il dolore, lo sterminio e la morte.


L'attività si inserisce all'interno di un percorso storico sulla Shoah che si è sviluppato mediante l'analisi e l'approfondimento dei seguenti argomenti:

  1. Fascismo e razzismo: le leggi razziali: dalla persecuzione dei diritti alla persecuzione delle vite: deportazione e vie di fuga nel territorio emiliano romagnolo
  2. L'impegno di qualcuno che ebbe il coraggio e la forza di non obbedire agli ordini


Fasi della ricerca

  1. Lettura e commento del libro “Finché avrò voce” di Armando Gasiani; lettura di brani di prosa e poesie tratti da Primo Levi, Bertold Brecht, Uhlman.
  2. Incontro con due testimoni, ex deportati a Mauthausen, i signori Armando Gasiani e Corazza.
  3. Incontro con Lucio Pardo, ex presidente della Comunità ebraica di Bologna, riguardante la persecuzione degli Ebrei del territorio bolognese.
  4. Visione di alcuni documentari, film e spezzoni (Destinazione Auschwitz, Train de vie, La vita è bella, Il grande dittatore).
  5. Visita al Ghetto, al Museo ebraico e alla Sinagoga di Bologna.
  6. Produzione e rielaborazione di materiali per la Giornata della Memoria del Comune di Ozzano.


Produzione di testi
Produzione di un breve video di documentazione del percorso svolto