IL CASO FANIN E I CONFLITTI DEL DOPOGUERRA NELLE CAMPAGNE BOLOGNESI

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Finita la guerra, l’Italia era un paese fatto di macerie, teatro di una guerra mondiale e di una guerra civile. Se nelle città buona parte delle abitazioni era andata distrutta, le operazioni belliche avevano investito, nella primavera del ’45, le aree agricole più intensamente e modernamente coltivate.
E fu l’agricoltura a essere al centro di aspri e ampi conflitti sociali. Le lotte sindacali, infatti, si svolsero spesso nelle campagne, settore che assorbiva circa il 45%-50% degli occupati.
Il 3 giugno 1944, prima della conclusione del conflitto mondiale, venne costituita a Roma da Grandi, Buozzi e Di Vittorio la Confederazione Generale del Lavoro, unica confederazione generale italiana del lavoro.  La GCIL a Bologna e in Emilia Romagna ebbe subito, ad opera soprattutto dei comunisti, il nucleo numerico e organizzativo più forte. Bologna fu, in un certo senso, specialmente negli anni 1945/1946, la capitale sindacale del Paese.

La Federterra era la federazione più importante, sia sul piano quantitativo, che su quello sociale, perché la questione agraria era allora uno dei maggiori problemi.
Ma la convivenza tra le diverse componenti all’interno de sindacato fu, specialmente a Bologna, molto difficile.
Dopo l’esclusione dei comunisti dal governo nel maggio 1947, nell’autunno-inverno di quello stesso anno un’ondata di scioperi investì il mondo del lavoro. Il 18 aprile 1948 si svolsero le prime elezioni repubblicane. Si approfondì la contrapposizione frontale tra gli schieramenti, che non poteva non lasciare indenne l’unità sindacale. Intanto, in campo agricolo, infuriava la lotta per i contratti agrari.
Il 14 luglio 1948 l’attentato a Togliatti portò il paese sull’orlo di una nuova guerra civile.
L’esecutivo nazionale della CGIL decise di proclamare lo sciopero generale, nonostante il dissenso della corrente sindacale cristiana, i cui dirigenti per questo motivo furono espulsi dall’esecutivo. In ottobre si arrivò così alla costituzione della Libera CGIL (Lcgil).
Il 18 ottobre i parlamentari bolognesi Bersani, Elkan, Manzini e Salizzoni presentarono un’interpellanza in Parlamento sui gravissimi episodi di violenza che si erano verificati nella provincia di Bologna subito dopo la proclamazione dei Liberi sindacati.
Lo stesso Togliatti si lamentava della situazione dell’Emilia, affermando che in quella regione, e specialmente in alcune provincie, non esisteva la legalità costituzionale.
E’ in questo clima e in questa situazione che il 4 novembre 1948 fu ucciso Giuseppe Fanin. Un episodio che ebbe un’eco immensa in tutto il paese e che placò momentaneamente le violenze.
Poco dopo l’assassinio di Fanin, uscirono dalla CGIL le componenti repubblicana e socialdemocratica che, con la Lcgil, firmarono un accordo per arrivare all’unificazione.
Nasce così la CISL il 30 aprile 1950.

Profilo biografico di Giuseppe Fanin
Giuseppe Fanin nei ricordi di Fin Raineri
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Il Convegno si svolgerà mercoledì 19 ottobre 2011 alle ore 16/19
presso la Cappella Farnese (Palazzo d’Accursio – Bologna)

Profilo biografico dei relatori
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